mercoledì 27 gennaio 2010

MUSICA 3I

Roberto Paoli, Luciano Leone "Suona subito! Forme e strumenti. Storia della musica" vol. A, Petrini
pag. 210 e seguenti.

Viva V.E.R.D.I.!
L'opera in primo piano
da Ernani: Atto 3°
"Si ridesti il Leon di Castiglia" Esercizio ascolto guidato
da La traviata: Atto 1°
"Libiam ne' lieti calici" Esercizio ascolto guidato

Flauto:
La vita è bella (da La vita è bella). Autore: N. Piovani

martedì 26 gennaio 2010

ITALIANO 3^I (progetto patto territoriale)

I PROMESSI SPOSI
"E' il 1628: don Abbondio, curato di un paesino situato sulle rive del lago di Como, rientra in canonica percorrendo una stradina di campagna, quando viene bloccato da due "bravi" agli ordini di don Rodrigo, il signorotto spagnolo del luogo; i due malviventi sono armati e minacciosi, e ordinano allo spaventatissimo prete di non celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Tornato in parrocchia don Abbondio allontana con una scusa Renzo, venuto a prendere gli ultimi accordi per la cerimonia, ma il giovane scopre da Perpetua, la serva del curato, che a opporsi al matrimonio è don Rodrigo il quale, per capriccio, vuol far sua Lucia. Non potendo risolvere la questione con la violenza, il giovane si consulta con Lucia e Agnese, la madre della sposa, che gli suggerisce di recarsi a Lecco per rivolgersi al dottor Azzeccagarbugli. Da principio, l'avvocato sembra sicuro di poter risolvere la questione, ma, spaventato dal nome di don Rodrigo, fa marcia indietro e manda via Renzo. I due giovani tentano il cosiddetto "matrimonio di sorpresa", che don Abbondio fa fallire. La situazione precipita: comandati dal Griso, i bravi tentano inutilmente di rapire Lucia. Ai due giovani non resta che rifugiarsi altrove in attesa di tempi migliori. Con l'aiuto di fra Cristoforo, che già aveva fatto un inutile tentativo presso don Rodrigo, Lucia e Agnese devono abbandonare con dolore il paese e si rifugiano in un monastero di Monza, mentre Renzo si reca a Milano al convento dei cappuccini con una lettera di presentazione del frate".
Disney, I classici della letteratura "I Promessi Paperi" , Corriere della sera 2006, pagg. 12-15

ITALIANO 2^I (progetto patto territoriale)

GEOGRAFIA:
  • La regione britannica
  • Arte e cultura nella regione britannica
  • Regno Unito: (identità geografica, identità demografica, regioni e città)
Lorenzo Bersezio "Abitare il Mondo. Nell'Europa delle Culture e dei Paesi" De Agostini pag.198 e seguenti.

ANTOLOGIA:
  • Angela Nanetti "All'amica del cuore"
Marisa Carlà "Impariamo con un progetto" G.B. Palumbo Editore pag. 278 e seguenti

ITALIANO 3^ I

Schema per la relazione della visita alla casa di Alessandro Manzoni
  • INTRODUZIONE: scopo, chi, data, tempo/mezzi...
  • SVOLGIMENTO: informazioni della guida, Teatro alla Scala, Chiesa di San Fedele, Statua del Manzoni, Palazzo Marino, casa A. Manzoni: biblioteca, studio, salotto, stanza personale, comoda, statue, cimeli, giardino (Manzoni era interessato alla botanica)...
  • CONCLUSIONE: valutazione (è stata utile allo scopo)

(da consegnare mercoledì 27 gennaio)

Al lavoro quotidianamente...



E' nato il blog della Scuola Media di via Emilia di Buccinasco.

Ora dobbiamo riempirlo.
Si aspettano idee, notizie... e tanto altro da inviare a

Forza ragazzi, al lavoro quotidianamente!

Bibliografia e sitografia

GRANIERI G., Blog generation, Laterza, Roma-Bari 2005.
MAISTRELLO S., Come si fa un blog, Tecniche Nuove, Roma 2004.
SIINO A., Blog glossario, in BlogItalia, http://www.blogitalia.it/blog_glossario.asp
SPADARO A., «Il fenomeno "blog"», in La Civiltà Cattolica, 3 (2005) 234-247.

Ricerche in internet


Come faccio a trovare un’informazione in Internet senza rischiare di perdermi in un mare di miliardi di pagine web?


Certamente come dice il Professor Lorenzo Cantoni[1] mi possono aiutare: gli esperti e i motori di ricerca.
Nel libro “Il Patentino per navigare in Internet”questi motori di ricerca sono stati assimilati alle reti da pesca. Quindi trovare equivale a pescare. Si possono trovare pesci buoni e meno buoni e si può anche non pescare niente.
Navigare in Internet è divertente e utile, ma rischioso: si può venire in contatto con virus (squali) senza saperlo, si possono raccogliere informazioni non vere, si può perdere un sacco di tempo senza trovare un bel niente o si può credere di aver trovato qualcosa che in realtà non esiste (miraggio).
Si può navigare per ore e ore e infine perdersi (naufragio). Navigare, poi, richiede di conoscere adeguate regole di comportamento, la cosiddetta Netiquette per evitare la maleducazione[2].
A mio avviso la prima cosa importantissima che bisogna fare è quella che dice il Professor Cantoni: prendere confidenza con i motori di ricerca e le loro maschere di ricerca avanzata, che permettono di identificare alcuni parametri.
Esempio:
* Siti solo in una certa lingua
* Siti in una certa area geografica
* Documenti in un certo formato
* Solo immagini
* Solo blog
...
Altra cosa importantissima, che sottolinea sempre il Professor Cantoni, è la necessità di esercitarsi in ricerche dove è chiaro il criterio di decisione, il tema.

Ricerche dove il compito sia preciso in modo tale da poter sapere se l’obiettivo è stato raggiunto oppure no . Esercitarsi in contesti dove è più facile capire se veramente ho trovato quello che cercavo oppure se devo cercare ancora altrove. E’ certamente utile poi combinare gli esercizi sulla ricerca con gli esercizi sulla valutazione della qualità; quindi tra ciò che ho trovato, che è pertinente, rilevante per la mia aspettativa di senso in modo da costruire una gerarchia delle fonti non più come quella che fornisce il motore di ricerca ma che rifletta i parametri di qualità e contenuti che mi sono prefissato.
Utile anche il consiglio di Luisa Carrada, (autrice del libro “Scrivere per Internet” Milano, Lupetti, 2000 e curatrice del sito www.mestierediscrivere.com.): …”penso chela cosa migliore sia immergersi nella Rete stessa. Non si impara a scrivere senza leggere molto e non si impara a scrivere in rete senza navigare molto, annotando i siti che ci piacciono di più, cercando di capire perché, imitando (nel senso dell’ispirazione, naturalmente, non del plagio) le soluzioni che funzionano”[3].

Interessanti anche le parole di Bertschi-Kaufmann nel suo articolo:
Internet - tanto importante quanto saper leggere e scrivere

Navigare in rete diventa una tecnica culturale
Saper navigare in rete non significa semplicemente premere un tasto che ci trasporta nel mondo virtuale, ma si tratta di un processo complesso che richiede una certa preparazione a bambini e giovani. Bertschi-Kaufmann descrive l'abilità di utilizzo dei computer e di internet come una nuova tecnica culturale che completa le cognizioni del leggere e dello scrivere. Il computer offre grandi possibilità, ma cela anche molti pericoli. Se siano le possibilità di un buon utilizzo le prime a presentarsi anziché i pericoli, è una questione didattica: «Il computer di per sé non limita la capacità di lettura. Tuttavia, l'utilizzo del PC in un ambiente senza stimoli e senza fini volti all'apprendimento della lettura può effettivamente avere delle conseguenze negative», spiega Andrea Bertschi-Kaufmann.
Ne può approfittare solo chi impara
Chi impara a utilizzare in modo proficuo il computer e internet può trarne un grande giovamento. Chi utilizza le risorse multimediali in rete senza possedere un background didattico e un training adeguati rischia di perdersi nei suoni e nelle immagini. Anche Andrea Bertschi-Kaufmann è consapevole del fatto che: «Si può rischiare di assorbire e di credere a tutto ciò che ci trasmette il computer, proprio come nel caso della televisione. I vari metodi di approccio ai "nuovi mezzi di comunicazione" sono già stati discussi in passato a livello scientifico e hanno sollevato il timore che il livello culturale si abbassi ancora di più.» Ciò significa che: i fruitori di internet competenti saranno in grado di acquisire sempre più cultura, mentre quelli senza preparazione verranno sempre più isolati ed esposti a grossi deficit nelle loro conoscenze. «La tesi riguardante il calo culturale causato dall'accesso non uniforme al sapere all'interno della società viene ancora dibattuta. Tuttavia molto di ciò che viene riscontrato nell'atteggiamento di bambini e giovani la conferma», secondo Bertschi-Kaufmann.
Questo è uno dei motivi per i quali gli insegnanti prendono sempre più in considerazione l'utilizzo di internet nel processo di apprendimento scolastico. Andreas Streiff, insegnante alle scuole medie e autore di programmi di apprendimento multimediali, è convinto che: «Il compito della scuola è quello di cercare di offrire a tutti le stesse possibilità di apprendimento. In questo modo, anche le persone svantaggiate avranno una possibilità in più. Non è compito dei genitori mettere un allacciamento a internet nella camera dei loro bambini»; per Streiff uno dei compiti principali della scuola è quello di insegnare ai bambini l'uso corretto del computer. «Prima o poi, il computer sarà indispensabile quanto la bicicletta.»[4]


Laura Emanuelli (DOL modulo 2 LE NUOVE TECNOLOGIE, in "esercitazione seconda settimana")

[1] http://www.viddler.com/explore/lyonora/videos/6
[2] http://www.patentino.sonda.it/
[3] www.caffeeuropa.it/.../159scrivere-carrada.html
[4] http://www.swisscom.com/GHQ/content/SAI/Internetanschluss/Medienkompetenz/Studien/Lesen_und_Schreiben.htm?lang=it

Creare un blog in pochi passi

CREA UN BLOG. E' gratuito.

Su www.blogger.com per esempio.

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IL TUO BLOG E' STATO CREATO


"Il blog è il massimo della semplicità. Non servono, o almeno non servono più, competenze informatiche di alcun tipo. A fare il lavoro "sporco" di codificazione, impaginazione e messa in rete ci pensano dei programmi appositi, chiamati anch'essi blogger, dal capostipite Blogger.com, nato nell'agosto del 1999...
...tutti devono avere la possibilità di creare il proprio blog in pochi minuti, con una manciata di clic del mouse. E così il più delle volte, dopo essersi registrati nel sito, è sufficiente decidere un nome per il proprio diario e compilare due o tre campi con il testo che si vuol pubblicare, arricchito quasi sempre da un titolo e da un'immagine. L'ultimo clic, dopo una revisione del testo e l'inserimento eventuale di grassetti o corsivi, è dedicato alla pubblicazione. Da quel momento in poi, all'indirizzo che il proprio gestore ha deciso di regalare, è nato un nuovo, unico prodotto editoriale nel mondo...
...L'aggiornamento ha una sola e ineludibile caratteristica richiesta: la costanza. Dieci volte al giorno o una volta alla settimana, l'importante è che il diario sia aggiornato. Ma a parte questo, ecco la struttura base e immutabile di qualsiasi blog. Titolo in alto, articoli in ordine cronologico a scendere, molti link. Ovviamente a questo scheletro sono state fatte infinite aggiunte. I più esperti hanno inserito dei counter per vedere quante persone accedono al sito. Altri hanno una zona di link ad altri blog o siti internet molto estesa...Infinite varianti che però non modificano l'idea originale di un diario pubblicato sul web...
La tecnologia al servizio della creatività. Il vecchio diario al tempo di Internet.
Ecco il blog."

http://www.tesionline.com/__PDF/21317/21317p.pdf

Che cos'è un blog

"Un blog è un sito web su cui è molto facile scrivere. Inoltre è anche molto facile da leggere, siccome la struttura è la stessa per ogni blog: un blog è strutturato come un diario, dove l'ordine è cronologico inverso. Ciò significa che l'ultima cosa scritta (un articolo, o meglio, un post) appare per prima, in alto...La grande attrattiva del blog, rispetto al sito tradizionale, è proprio la facilità con cui lo si può aggiornare (e creare)...In pochi click, si può iniziare a raccontare ciò che si desidera. Scrivere un blog non è più difficile che mandare un email...Molti blog permettono ai lettori di commentare ogni post.
Una caratteristica molto importante dei blog è il blogger, cioè la persona che lo scrive. Dietro ad ogni blog c'è una persona (o un gruppo ristretto) che scrive".
Lorenzo Cantoni, Marco Farè "Social computing: Blog e community"
(dispensa Diploma On Line Esperti di didattica assistita dalle Nuove Tecnologie).

http://www.dol.polimi.it/



Un po' di storia...

"Il primo weblog così chiamato comparve probabilmente nel 1997: in dicembre Jorn Barger rese nota, in alcuni gruppi di discussione, la sua iniziativa di cominciare a tenere un log pubblico che raccogliesse brevi commenti giornalieri sulle sue navigazioni. In realtà il primato è contestato. Nel 1999 Peter Merholz propose la versione contratta del termine poi divenuta di uso comune: blog.
Alcuni blog nascono per rendere pubbliche le ultime informazioni relative a una persona, un'impresa, un tema o un'idea, altri contengono poesie, racconti e saggi, altri ancora vogliono facilitare il coordinamento tra più persone che lavorano a un progetto comune (seguirne l'evoluzione risulta più semplice che per e-mail). Si può iniziare a scrivere su un blog per comunicare ciò che si ha in mente, seguendo un singolo tema specifico oppure molti. Un blog può essere professionale o ludico, o entrambe le cose insieme".

Antonino Siino, responsabile di BlogItalia
http://www.aggiornamentisociali.it/0511lessico.html